Mentr'io tornando andava, e ragionando
Sul tetro inverno e le sue sorti, l'orror
Negro crescendomi nel petto il dolor,
Morii quasi, la terra si squarciando.
Quel fato di lui sì vero e tremendo
Le spire stringendo mi tolse il color,
Come serpe che ispiri resa e terror,
E il fiato. Così il senno andai perdendo.
Un buio sì intimo e prossimo l'amor
Mio offese, et il morir dell'intero
La speme, che mi rapì il raccapriccio.
Et ora il pensar del destino giaccio
E fremo insonne, che ben so, sincero,
Che amar promisi col mio intero dolor.